..."Le grandi sculture che Cristina Bonucci sta preparando per Spoleto portano la sua sperimentazione sul corpo umano un passo più avanti. Nei suoi lavori precedenti, in prevalenza dipinti, Cristina fissava l'immagine del proprio corpo sulla tela. Quelle suggestive tracce sono reminiscenze delle Antropometrie di Yves Klein, con la differenza che erano realizzate dalla stessa artista in una positiva azione post femminista. In quelle opere la semplicità dell'operazione era controbilanciata dal particolare modo di presentarle fluttuanti nello spazio. Le tele infatti non erano posizionate contro una parete, ma sospese nello spazio, in modo da poterle osservare da entrambi i lati, ognuno rappresentante un'immagine diversa. Nonostante la mancanza di tridimensionalità delle tele, Cristina già le presentava come fossero sculture."...
Tratto da:
Linee che danzano nello spazio. Le sculture di Cristina Bonucci
di Julian Zugazagoitia, direttore del The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City
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