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TRACCE D' ESISTENZA

La presenza si manifesta attraverso il segno,
mentre il tempo ne custodisce la memoria.

Le impronte del corpo diventano frammenti di un'esistenza
in continua trasformazione. Segni essenziali, talvolta appena percettibili,
si dispongono nello spazio come testimonianze di una presenza
che non può essere trattenuta. Ogni dittico custodisce un istante,
sottraendolo simbolicamente alla sua inevitabile scomparsa.

La morte è lo scheletro,
Maternità - 1999

n° 14, smalti bianco e nero su carta
cm. 145 x 105 (h)


La morte è lo scheletro,
Contrari - 1999
n° 14, smalti bianco e nero su carta
cm. 145 x 105 (h)

La morte è lo scheletro,
La spirale della vita - 1999
n° 14, smalti bianco e nero su carta
cm. 145 x 105 (h)

La morte è lo scheletro,
Mi impongo - 1999
n° 14, smalti bianco e nero su carta
cm. 145 x 105 (h)

IL CORPO, IL TEMPO, LA TRACCIA

Nella successione dei dittici, il corpo si racconta senza rappresentarsi. Frammenti anatomici, gesti e segni si trasformano in un linguaggio visivo nel quale presenza e assenza convivono. La ripetizione, la variazione e la progressiva rarefazione delle forme evocano il trascorrere del tempo e la natura transitoria dell'esistenza.

La morte è lo scheletro,
Pezzi di vita - 1999
n° 14, smalti bianco e nero su carta
cm. 145 x 105 (h)

La morte è lo scheletro,
Sequenza - 1999
n° 14, smalti bianco e nero su carta
cm. 145 x 105 (h)


TESTI CRITICI

Una selezione di testi critici dedicata al tema del corpo,
della traccia e dell'esistenza nella ricerca artistica di Cristina Bonucci.

Labili tracce d'esistenza - 1999
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L'arte come vocazione - 2019
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